Arrivano due medaglie rosa, ma il bottino di giornata è decisamente più scarso di quanto ci si potesse aspettare.
Alessia Filippi: nuota a livelli umani, segna nuovamente il personale su una distanza che ha conosciuto solo in questa stagione. Incontra la Adlington, che distrugge un record del mondo ventennale e fugge sin dalle prime vasche. La lunga romana sale in progressione e si conquista un posto di primo piano. Voto 8.5
Ilaria Salvatori: esordisce ai Giochi ed è già battaglia per il bronzo. La Trillini le chiede il cambio e lei offre un contributo decisivo con stoccate che aprono il divario. E così sul podio ci sale anche lei, da quarta incomoda, protagonista per un giorno. Voto 8.
Vincenzo Picardi: condotta di gara perfetta, attendista e poi aggressiva, contro il pugile dominicano Payano, e accesso ai quarti di finale. Sempre mobile sulle gambe e efficace con il montante destro. Ora un tunisino lo separa dalla medaglia. Voto 8.
Fratelli Sibello: si teme il peggio dopo il 17esimo posto nella prima regata del giorno, che li allontana dal podio dopo una lunga presenza. Poi ritengono di non poter sprecare quanto fatto finora e si riprendono la seconda piazza con due ottime prove, nonostante l'ormai usuale vento leggero e discontinuo. I danesi son lontani, meglio guardarsi dietro. Voto 7.
Flavio Cannone: non è all'esordio Olimpico, non paga l'emozione, ma è lontano dalla finale. Evidentemente il valore degli avversari è cresciuto enormemente. Sul trampolino elastico cinesi e russi splendono, lui non demerita ma finisce 14esimo. Parziale delusione. Voto 6-.
Falco-Benelli: il tiro a volo delle meraviglie cade nella disciplina che di più ultimamente aveva regalato gioie all'Italia, lo skeet. Il campione olimpico uscente non entra in gara, Falco commette un errore decisivo nell'ultima sessione da 25. Bastava un 119/125 per la finale, azzurri deludenti. Voto 5.
Atletica azzurra: il 7.81 di Andrew Howe (voto 4.5, l'infortunio passa da una gestione approssimativa di sè), misura insufficiente per superare la qualificazione, è pesante per le aspettative dell'atletica italiana e dunque spazza via ogni altra cosa. C'è Libania Grenot (voto 7.5), italo-cubana, che sui 400 fa registrare un valoroso record italiano sotto i 51 secondi; Chiara Rosa (voto 6.5) e Anita Pistone (6+) che brillano in mattinata in lancio e corsa ma tramontano presto, sotto i colpi di una concorrenza inarrivabile; c'è Ivano Brugnetti (voto 6), marciatore di fatto, che per pochi metri non ruba il bronzo all'australiano Tallent, canguro anch'egli di fatto (salta più che camminare). Ci sono atleti del tutto fuori luogo, come il discobolo Kirchler (voto 4) e il siepista Villani (sv, tibiata dolorosa sull'ostacolo), non pronti per una manifestazione di tale portata. Ma c'è soprattutto la rincorsa confusa e lo slancio precario di Andrew Howe, e il voto ne è pesantemente influenzato. Voto 5-.
Settebello: anche la Germania, di tradizioni praticamente nulle, ci è superiore. Tre sconfitte in quattro gare, eliminazione immediata e una rifondazione che ora si deve completare. Voto 4.
Nazionale di calcio: occasione sprecata malamente contro un avversario che gioca per 80 minuti nella propria metacampo. Rigore a favore e superiorità numerica, poi gestione e organizzazione pessime. Ci si mettono un guardalinee sguercio, le papere di Viviano (voto 2, dopo il 2-3 salta addosso a chiunque gli capiti sotto tiro) e l'assenza ingiustificata di qualche supposto genietto. Voto 5 per il torneo, 3 per la prestazione contro il Belgio.
di Daniele Todisco
sabato 16 agosto 2008
venerdì 15 agosto 2008
Il pagellone azzurro (7)
Tania Cagnotto - 7 dimostra grande sicurezza e consapevolezza dei proprio mezzi. Semifinale conquistata agevolemente con il sesto punteggio non troppo lontana dal podio e della seconda delle due cinesi Wu Minxia. A farle compagnia ci sarà Maria Marconi (6) che ha acciuffato la qualificazione dopo una partenza da dimenticare.
Giai Pron - 7- la 34enne torinese affronta con il giusto spirito la gara ricercando il colpaccio anche a costo di saltare. Le va male, ma non si può dire che non ci abbia provato. Peggio di lei, pur se quinti, vanno Bonetti e Masoero (5,5) sono quinti dopo due manche decisamente anonime, bronzo ai mondiali, da loro ci si attendeva certamente di più.
Squadra di spada - 6 la vera finale, quella anticipata con la Francia, la perdono piuttosto nettamente. Con la Cina, per il bronzo, la difficoltà maggiore è quella causata dall'infortunio di Tagliariol. Ci si attendeva di più dalla sfida con la Francia, quantomeno dal punto di vista numerico. Ad ogni modo, la spada azzurra torna a brillare dopo un'olimpiade anonima in quel di Atene.
Nuoto - 6- giornata senza infamia e senza lodo. Nessun azzurro impegnato nelle finali del mattino; al pomeriggio tocca alle staffette miste, Colbertaldo e la Chiuso. Alla fine si qualifica solo una grande staffetta mista maschile (7+). Va fuori "Scienzy" Colbertaldo (6), ma certo non demerita visto il tempo realizzato ed il livello mostruoso della gara, fuori malamente la Chiuso nei 50 sl e la 4x100 mx femminile (entrambe da 5), da loro ci si attendeva di più.
Vanessa Ferrari 5,5 - piange Vanessa alla fine della gara, ed anche noi non siamo soddisfatti dell'olimpiade della 17enne bresciana. Le attenuanti del caso ci sono, è innegabile, ma chiudere senza allori un quadriennio condotto a livello stratosferico ci lascia con l'amaro in bocca. Nota positiva di giornata Lia Parolari (6,5): la ragazza di Orzinuovi, oltre a confermarsi tra le più eleganti in pedana, ha dimostrato che, crescendo al volteggio , potrà in futuro rientrare nell'elite del concorso generale.
Atletica - 5,5 poche note positive e tante eliminazioni nella prima giornata di gare della disciplina "regina" dei giochi. A spiccare è la prestazione di Elena Romagnolo che conquista la finale nei 3000 siepi con tanto di record italiano. Si qualificano anche la Cusma negli 800 ed Obrist nei 1500. Fuori Lingua- con tre nulli- e Vizzoni nel martello, Cerutti e Collio nei 100 e la Martinez nel triplo in una giornta che non passerà certamente agli annalli dell'atletica azzurra.
Vela - 5 se nei giorni scorsi avevamo osannato le gesta dei nostri velisti, oggi siamo costretti a bacchettarli. Giornata da "scartare" nel vero senso della parola: squalificata la Sensini, 36° Romero, male i 470... tutti realizzano la propria peggiore prestazione dall'inizio della competizione , prestazione che verrà quindi scartata. Ma d'ora in avanti non si potrà più sbagliare.
Tiro - 5- ennesima giornata da dimenticare per il tiro a segno con i pessimi risultati di Campriani e De Nicolo della carabina da 50 metri. Ultima possibilità per rifarsi la carabina 50 metri tre posizoni di dopodomani, dopo la disfatta sarà completa. Ed oggi male anche gli azzurri del tiro a volo che hanno esordito nello skeet con risultati molto al di sotto delle previsioni: se Falco potrebbe conquistare ancora la finale con una buona seconda giornata, sembra invece ormai spacciato il campione in carica Andrea Benelli.
di Marco Cinelli
Giai Pron - 7- la 34enne torinese affronta con il giusto spirito la gara ricercando il colpaccio anche a costo di saltare. Le va male, ma non si può dire che non ci abbia provato. Peggio di lei, pur se quinti, vanno Bonetti e Masoero (5,5) sono quinti dopo due manche decisamente anonime, bronzo ai mondiali, da loro ci si attendeva certamente di più.
Squadra di spada - 6 la vera finale, quella anticipata con la Francia, la perdono piuttosto nettamente. Con la Cina, per il bronzo, la difficoltà maggiore è quella causata dall'infortunio di Tagliariol. Ci si attendeva di più dalla sfida con la Francia, quantomeno dal punto di vista numerico. Ad ogni modo, la spada azzurra torna a brillare dopo un'olimpiade anonima in quel di Atene.
Nuoto - 6- giornata senza infamia e senza lodo. Nessun azzurro impegnato nelle finali del mattino; al pomeriggio tocca alle staffette miste, Colbertaldo e la Chiuso. Alla fine si qualifica solo una grande staffetta mista maschile (7+). Va fuori "Scienzy" Colbertaldo (6), ma certo non demerita visto il tempo realizzato ed il livello mostruoso della gara, fuori malamente la Chiuso nei 50 sl e la 4x100 mx femminile (entrambe da 5), da loro ci si attendeva di più.
Vanessa Ferrari 5,5 - piange Vanessa alla fine della gara, ed anche noi non siamo soddisfatti dell'olimpiade della 17enne bresciana. Le attenuanti del caso ci sono, è innegabile, ma chiudere senza allori un quadriennio condotto a livello stratosferico ci lascia con l'amaro in bocca. Nota positiva di giornata Lia Parolari (6,5): la ragazza di Orzinuovi, oltre a confermarsi tra le più eleganti in pedana, ha dimostrato che, crescendo al volteggio , potrà in futuro rientrare nell'elite del concorso generale.
Atletica - 5,5 poche note positive e tante eliminazioni nella prima giornata di gare della disciplina "regina" dei giochi. A spiccare è la prestazione di Elena Romagnolo che conquista la finale nei 3000 siepi con tanto di record italiano. Si qualificano anche la Cusma negli 800 ed Obrist nei 1500. Fuori Lingua- con tre nulli- e Vizzoni nel martello, Cerutti e Collio nei 100 e la Martinez nel triplo in una giornta che non passerà certamente agli annalli dell'atletica azzurra.
Vela - 5 se nei giorni scorsi avevamo osannato le gesta dei nostri velisti, oggi siamo costretti a bacchettarli. Giornata da "scartare" nel vero senso della parola: squalificata la Sensini, 36° Romero, male i 470... tutti realizzano la propria peggiore prestazione dall'inizio della competizione , prestazione che verrà quindi scartata. Ma d'ora in avanti non si potrà più sbagliare.
Tiro - 5- ennesima giornata da dimenticare per il tiro a segno con i pessimi risultati di Campriani e De Nicolo della carabina da 50 metri. Ultima possibilità per rifarsi la carabina 50 metri tre posizoni di dopodomani, dopo la disfatta sarà completa. Ed oggi male anche gli azzurri del tiro a volo che hanno esordito nello skeet con risultati molto al di sotto delle previsioni: se Falco potrebbe conquistare ancora la finale con una buona seconda giornata, sembra invece ormai spacciato il campione in carica Andrea Benelli.
di Marco Cinelli
giovedì 14 agosto 2008
Il Pagellone azzurro (6)
Due medaglie d'oro inaspettate e ugualmente meravigliose, l'Italia è a 6 ori dopo 6 giorni.
Andrea Minguzzi: brividi lungo la schiena quando nel terzo round e con la priorità favorevole all'avversario, alza l'ungherese Fodor e con l'ultimo urlo lo ribalta. Torneo strepitoso, fa fuori i più forti, Mishin compreso, e arriva all'oro. Dopo 16 anni un'altra medaglia dalla lotta, da maestro a discepolo. Voto 10.
Chiara Cainero: la giornata ha ottimi auspici, record olimpico in eliminatoria. Poi la finale piovosa, qualche errore di troppo e la telecronaca di Novelli (voto 4+, pare aver capito il sistema dei punteggi) la conducono allo spareggio. Americana e tedesca falliscono, lei centra entrambi i piattelli ed esulta. Benelli l'abbraccia, la Rai le riserva una sorpresissima in collegamento: l'inno di Mameli; lei non comprende e se ne va. Voto 9.
Enrico Pozzo: unico italiano alle finali del concorso individuale di ginnastica, si fa valere con ottime prove al corpo libero e alla sbarra. Finisce 19esimo causa buco agli anelli, il piazzamento resta soddisfacente. Voto 7.5.
Riccardo Lione-Eugenio Amore: tre sconfitte in tre match per l'unica coppia italiana del beach. Risultato amaro, nemmeno un discreto vantaggio sugli austriaci in entrambi i set consente loro di schiodarsi da quota zero. C'erano, a Pechino, e tutto sommato la spedizione è sufficiente. Voto 6.
Lucia Morico: la 33enne di Fano non riesce a ribadire il bronzo di Atene, superata prima dalla spagnola San Miguel e poi ai ripescaggi dalla brasiliana Silva. La judoka si congeda dalla gara con il sorriso, sportività non sempre manifesta e quindi da premiare. Voto 6.5.
Volley maschile: tortuosa la strada verso Pechino, ancor più irta dopo il fischio d'inizio. Mastrangelo e Fei fuori causa, ovvero il centrale più affidabile e l'opposto. Superato il Venezuela, serve un successo per accedere ai quarti. E magari, pure un pò di fortuna. Voto 7 di incoraggiamento.
Paolo Bossini: il tempo da record europeo delle batterie se ripetuto in finale avrebbe significato podio. Invece di mattina lui e Loris Facci (voto 5.5) restano ai margini della contesa. Fuori vasca, la giustificazione di un costume di taglia più grande che raccoglieva l'acqua e rallentava l'azione. Forse s'è scambiato la valigia con Nalesso (s.v.), al quale il costume va piccolo piccolo, si rompe e costa il ritiro anticipato. Voto 5.
Alessia Filippi: una seconda medaglia sarebbe ossigenante per il nuoto azzurro, che vede volare il resto del mondo e colleziona quarti posti. Il primo passo è fatto, e non era cosa facile: le batterie degli 800 sl eliminano le americane Ziegler e Hoff (alla 230esima gara in una settimana). Alessia c'è. Voto 7+.
Valentina Turisini: il morbo cinese che attanaglia la squadra di tiro a segno la infetta a gara iniziata. Nella specialità carabina 3 posizioni, la triestina è pressochè perfetta a terra, ma decisamente imprecisa in piedi e in ginocchio. 13esimo posto, piuttosto lontana dalle 8, altro piazzamento anonimo. Voto 4.5.
Tg Olimpico: la Rolandi, protagonista delle mattine italiane con pronunce indimenticabili, è sostituita con un'altra donna, giornalista di professione. Pheeps diventa Phelps, Kitàima ritorna Kitajima, ma non si ride più. Ridatecela. Voto 5.
di Daniele Todisco
Andrea Minguzzi: brividi lungo la schiena quando nel terzo round e con la priorità favorevole all'avversario, alza l'ungherese Fodor e con l'ultimo urlo lo ribalta. Torneo strepitoso, fa fuori i più forti, Mishin compreso, e arriva all'oro. Dopo 16 anni un'altra medaglia dalla lotta, da maestro a discepolo. Voto 10.
Chiara Cainero: la giornata ha ottimi auspici, record olimpico in eliminatoria. Poi la finale piovosa, qualche errore di troppo e la telecronaca di Novelli (voto 4+, pare aver capito il sistema dei punteggi) la conducono allo spareggio. Americana e tedesca falliscono, lei centra entrambi i piattelli ed esulta. Benelli l'abbraccia, la Rai le riserva una sorpresissima in collegamento: l'inno di Mameli; lei non comprende e se ne va. Voto 9.
Enrico Pozzo: unico italiano alle finali del concorso individuale di ginnastica, si fa valere con ottime prove al corpo libero e alla sbarra. Finisce 19esimo causa buco agli anelli, il piazzamento resta soddisfacente. Voto 7.5.
Riccardo Lione-Eugenio Amore: tre sconfitte in tre match per l'unica coppia italiana del beach. Risultato amaro, nemmeno un discreto vantaggio sugli austriaci in entrambi i set consente loro di schiodarsi da quota zero. C'erano, a Pechino, e tutto sommato la spedizione è sufficiente. Voto 6.
Lucia Morico: la 33enne di Fano non riesce a ribadire il bronzo di Atene, superata prima dalla spagnola San Miguel e poi ai ripescaggi dalla brasiliana Silva. La judoka si congeda dalla gara con il sorriso, sportività non sempre manifesta e quindi da premiare. Voto 6.5.
Volley maschile: tortuosa la strada verso Pechino, ancor più irta dopo il fischio d'inizio. Mastrangelo e Fei fuori causa, ovvero il centrale più affidabile e l'opposto. Superato il Venezuela, serve un successo per accedere ai quarti. E magari, pure un pò di fortuna. Voto 7 di incoraggiamento.
Paolo Bossini: il tempo da record europeo delle batterie se ripetuto in finale avrebbe significato podio. Invece di mattina lui e Loris Facci (voto 5.5) restano ai margini della contesa. Fuori vasca, la giustificazione di un costume di taglia più grande che raccoglieva l'acqua e rallentava l'azione. Forse s'è scambiato la valigia con Nalesso (s.v.), al quale il costume va piccolo piccolo, si rompe e costa il ritiro anticipato. Voto 5.
Alessia Filippi: una seconda medaglia sarebbe ossigenante per il nuoto azzurro, che vede volare il resto del mondo e colleziona quarti posti. Il primo passo è fatto, e non era cosa facile: le batterie degli 800 sl eliminano le americane Ziegler e Hoff (alla 230esima gara in una settimana). Alessia c'è. Voto 7+.
Valentina Turisini: il morbo cinese che attanaglia la squadra di tiro a segno la infetta a gara iniziata. Nella specialità carabina 3 posizioni, la triestina è pressochè perfetta a terra, ma decisamente imprecisa in piedi e in ginocchio. 13esimo posto, piuttosto lontana dalle 8, altro piazzamento anonimo. Voto 4.5.
Tg Olimpico: la Rolandi, protagonista delle mattine italiane con pronunce indimenticabili, è sostituita con un'altra donna, giornalista di professione. Pheeps diventa Phelps, Kitàima ritorna Kitajima, ma non si ride più. Ridatecela. Voto 5.
di Daniele Todisco
mercoledì 13 agosto 2008
Il Pagellone azzurro (5)
Giornata con l'oro di Federica Pellegrini, ma a conti fatti decisamente deludente e sfortunata.
Federica Pellegrini: partiamo proprio da lei, la più forte su 200 e 400 sl, detentrice di entrambi i record del mondo. Si prende ciò che deve, che merita, con una tattica di gara spericolata e sorretta con ogni forza. Bravissima, è l'oro che la può definitivamente elevare a campionessa. Trae subito i benefici del successo e conduce l'ottima 4x200 sl (voto 8.5) alla finale con il record italiano. Voto 9.
Salvatore Sanzo: i gesti contenuti ed accennati dopo la stoccata numero 15 al cinese Zhu esprimono il disappunto di chi aspirava senza mezzi termini all'oro. Con il tedesco Joppich e gran parte dei migliori fiorettisti fuori casa, lui e Cassarà (voto 5) dovevano conquistare l'oro. Voto 6.5.
Filippo Magnini: 4 centesimi valgono 4 anni di attesa per una nuova finale olimpica. Pippo è nono in semifinale e non può difendere il doppio titolo mondiale. La sensazione è che in ogni caso Sullivan, Bernard e un ritrovato Van den Hoogenband sarebbero stati imprendibili. Lo si attende più competitivo. Poco dopo spara un 1'44" in staffetta (voto 5 a Belotti e Brembilla, 7 a Rosolino), tanto straordinaria quanto inutile rimonta. Voto 6-.
Arcieri: tremendo impatto della squadra argentea con il torneo individuale. Il britannico Willis elimina prima Nespoli (voto 5, come il punteggio che riesce a totalizzare con una freccia a dir poco sbilenca) e poi Galiazzo (voto 5.5), espropriandolo del titolo olimpico. Ai 16esimi fuori anche Di Buò (6), superato oltre il fotofinish dall'americano Wunderle. A pari con le donne, esaurite tutte le cartucce. Voto 5.5.
Clemente Russo: il sorteggio integrale aveva riservato una minaccia immediata per il campione del mondo, e cioè il bielorusso Zuyeu, argento di Atene. Il campano si è districato ottimamente, con rapidità di gambe e di destri, infliggendo al colosso dell'Est un eloquente 7-1. Roberto Cammarelle (voto 7) lo imita e i due azzurri volano ai quarti dei massimi e dei supermassimi. Voto 8.
Ylenia Scapin: due incontri antitetici, con risultati ugualmente opposti. Sfinita dopo 8 minuti di lotta con la belga Jacques e vincitrice, subisce un ippon fulmineo dalla cubana Hernandez dopo soli 4 secondi. I ripescaggi, fatali anche a Roberto Meloni (voto 6), le riservano il secondo ippon e l'addio ad ogni velleità. Voto 5.
Alessio Boggiatto: ritorno di condizione per il mistista, che anche oggi piazza il record personale sui 200. Se è cambiato in meglio l'approccio alla gara, sarà difficile che cambino gli esiti, considerata la concorrenza. Ai piedi del podio, ma voto 7+.
Maura Genovesi: ennesimo buco del tiro a segno, 32esimo posto che ribadisce la scarsissima vena della pattuglia azzurra, ancora a secco di finali. Voto 4.
Diego Romero: sconosciuto ai più (registi, operatori e giornalisti rai compresi), il velista italo-argentino vive una giornata straordinaria che lo pone in testa alla classe Laser dopo le prime tre regate. Oltre ogni rosea aspettativa. Calo dei Sibello (voto odierno 6), duetti sempre ben ancorati al podio nelle classi 470, ecco un primo posto da sogno. Voto 8.
Canottaggio: prima giornata di semifinali A/B e 3 equipaggi eliminati. Se dal singolo donne e dal due senza uomini ce lo si poteva aspettare, delude il quattro senza dei Mornati, di Sartori e Carboncini. Le altre imbarcazioni dovrebbero far meglio. In attesa di reincarnazioni degli Abbagnale, voto 5+.
Benetti-Masoero e Giai Pron: dal C2 e dal K1 (è canoa, non battaglia navale) due semifinali agguantate con i denti. Obiettivo minimo per Andrea ed Erik, forse massimo per Cristina. Ora si resettano i tempi, porte verdi e rosse da attraversare. Voto 6.5.
Tennis italiano: la sconfitta dell'ottima Francesca Schiavone (voto 8), 6-7 4-6 dalla russa Zvonareva, sua bestia nera, rimuove l'ultima singolarista dai tabelloni. La milanese intende però lasciar traccia, e con la brindisina Pennetta (voto 6 di media) supera la coppia numero tre del seeding Chan-Chuang, qualificandosi ai quarti. Ci toccano le sorelle Bondarenko. Per ora, è bocciatura. Voto alla spedizione 4.5.
di Daniele Todisco
Federica Pellegrini: partiamo proprio da lei, la più forte su 200 e 400 sl, detentrice di entrambi i record del mondo. Si prende ciò che deve, che merita, con una tattica di gara spericolata e sorretta con ogni forza. Bravissima, è l'oro che la può definitivamente elevare a campionessa. Trae subito i benefici del successo e conduce l'ottima 4x200 sl (voto 8.5) alla finale con il record italiano. Voto 9.
Salvatore Sanzo: i gesti contenuti ed accennati dopo la stoccata numero 15 al cinese Zhu esprimono il disappunto di chi aspirava senza mezzi termini all'oro. Con il tedesco Joppich e gran parte dei migliori fiorettisti fuori casa, lui e Cassarà (voto 5) dovevano conquistare l'oro. Voto 6.5.
Filippo Magnini: 4 centesimi valgono 4 anni di attesa per una nuova finale olimpica. Pippo è nono in semifinale e non può difendere il doppio titolo mondiale. La sensazione è che in ogni caso Sullivan, Bernard e un ritrovato Van den Hoogenband sarebbero stati imprendibili. Lo si attende più competitivo. Poco dopo spara un 1'44" in staffetta (voto 5 a Belotti e Brembilla, 7 a Rosolino), tanto straordinaria quanto inutile rimonta. Voto 6-.
Arcieri: tremendo impatto della squadra argentea con il torneo individuale. Il britannico Willis elimina prima Nespoli (voto 5, come il punteggio che riesce a totalizzare con una freccia a dir poco sbilenca) e poi Galiazzo (voto 5.5), espropriandolo del titolo olimpico. Ai 16esimi fuori anche Di Buò (6), superato oltre il fotofinish dall'americano Wunderle. A pari con le donne, esaurite tutte le cartucce. Voto 5.5.
Clemente Russo: il sorteggio integrale aveva riservato una minaccia immediata per il campione del mondo, e cioè il bielorusso Zuyeu, argento di Atene. Il campano si è districato ottimamente, con rapidità di gambe e di destri, infliggendo al colosso dell'Est un eloquente 7-1. Roberto Cammarelle (voto 7) lo imita e i due azzurri volano ai quarti dei massimi e dei supermassimi. Voto 8.
Ylenia Scapin: due incontri antitetici, con risultati ugualmente opposti. Sfinita dopo 8 minuti di lotta con la belga Jacques e vincitrice, subisce un ippon fulmineo dalla cubana Hernandez dopo soli 4 secondi. I ripescaggi, fatali anche a Roberto Meloni (voto 6), le riservano il secondo ippon e l'addio ad ogni velleità. Voto 5.
Alessio Boggiatto: ritorno di condizione per il mistista, che anche oggi piazza il record personale sui 200. Se è cambiato in meglio l'approccio alla gara, sarà difficile che cambino gli esiti, considerata la concorrenza. Ai piedi del podio, ma voto 7+.
Maura Genovesi: ennesimo buco del tiro a segno, 32esimo posto che ribadisce la scarsissima vena della pattuglia azzurra, ancora a secco di finali. Voto 4.
Diego Romero: sconosciuto ai più (registi, operatori e giornalisti rai compresi), il velista italo-argentino vive una giornata straordinaria che lo pone in testa alla classe Laser dopo le prime tre regate. Oltre ogni rosea aspettativa. Calo dei Sibello (voto odierno 6), duetti sempre ben ancorati al podio nelle classi 470, ecco un primo posto da sogno. Voto 8.
Canottaggio: prima giornata di semifinali A/B e 3 equipaggi eliminati. Se dal singolo donne e dal due senza uomini ce lo si poteva aspettare, delude il quattro senza dei Mornati, di Sartori e Carboncini. Le altre imbarcazioni dovrebbero far meglio. In attesa di reincarnazioni degli Abbagnale, voto 5+.
Benetti-Masoero e Giai Pron: dal C2 e dal K1 (è canoa, non battaglia navale) due semifinali agguantate con i denti. Obiettivo minimo per Andrea ed Erik, forse massimo per Cristina. Ora si resettano i tempi, porte verdi e rosse da attraversare. Voto 6.5.
Tennis italiano: la sconfitta dell'ottima Francesca Schiavone (voto 8), 6-7 4-6 dalla russa Zvonareva, sua bestia nera, rimuove l'ultima singolarista dai tabelloni. La milanese intende però lasciar traccia, e con la brindisina Pennetta (voto 6 di media) supera la coppia numero tre del seeding Chan-Chuang, qualificandosi ai quarti. Ci toccano le sorelle Bondarenko. Per ora, è bocciatura. Voto alla spedizione 4.5.
di Daniele Todisco
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